quando ho visto questo….stavo per piangere. Non so perchè..si chiama malinconia, nostalgia, forse? Oppure, semplicemente, tempi andati, e questo basta a renderli speciali. Grazie Vancouver, grazie UBC. Come tanti, appartengo alla categoria di chi ha provato la via universitaria e dopo il dottorato si è trovato ad un bivio: o l’aggancio con il barone di turno in Italia, o il trasferimento all’estero. Avrei potuto essere lì ora, chissà. Lì, dove hanno spazio, soldi, possibilità, e a differenza degli stati uniti, non sono pieni di sè. Lì a Vancouver, dove ci sono piccole casette e grandi viali, pieni di fiori. Chissà. Io ho scelto di restare. E anche se resterò alle superiori, avrò sempre dentro di me quei mesi, quell’esperienza, e non importa se ora non sono lì, io lo potrò comunicare ai miei studenti, potrò dire loro “prova, vai “, senza timore, senza essere limitata nelle mie vedute, così incancrenita e ammuffita dalla posizione statale come sono tanti colleghi. Questo significa che nessuna esperienza è perduta. Nessun giorno, nessun pensiero. Sono con me perchè mi hanno cambiata, e il cambiamento non è retroattivo. Vancouver mi ha aiutato a ridimensionare le distanze, a vivere con più tranquillità. A percepire la mia materia, grazie alla rete internet, come qualcosa in continua evoluzione, qualcosa di immenso, alla portata di tutti. E’ così che io la vedo. E’ un crimine limitarsi ai vecchi programmi…è un delitto non usare la rete, non far vedere ai nostri studenti cosa c’è là fuori, al di fuori della nostra piccola Italia. CI vuole così poco. A volte ho pensato di aver fallito. E’ giusto che lo ammetta. Ma quando fai una scelta non hai mai la controprova. E’ così che deve essere. E allora ho deciso di crearmela io, la controprova: non ho fallito perchè ci sarà sempre qualcuno a cui posso comunicare tutto questo.
15 Febbraio, 2008
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